SHE’EHAYAH

23/01/2016 - 24/01/2016

SHE’EHAYAH
sabato 23 gennaio 2016 ore 21.00 

domenica 24 gennaio 2016 ore 17.00 (DANZA)


messa in scena di Daniele Ziglioli – danzatori Loretta D’Antuono, Daniele Ziglioli

produzione ZED(K) KONTEMPORARY LINE 

She’ehayah, in ebraico, vuol dire “irrompere”, “sfondare”, fare il vuoto dinnanzi a sé. She’ehayah appartiene a quei “personaggi” che hanno una notevole energia Yod (nasce dal geroglifico del’attenzione, della mano che indica e dello sguardo che obbedisce). La stabilità dentro di loro si esaspera e sentono la necessità di mandare tutto all’aria. In quei momenti la loro voglia di radere al suolo diventa più forte di qualsiasi attaccamento. I protetti di questa denominazione hanno inclinazioni talmente speciali, da non riuscire a comprendere essi stessi. Sanno soltanto di non trovarsi a loro agio nei legami di cui il resto del mondo si accontenta. Possono provare le gioie e i tormenti della passione, ma sono nati così ed è inutile ridimensionare e razionalizzare questo loro aspetto paradossale.
 

FINGER

coreografia Chiara Olivieri – danzatori Carlotta Graffigna, Pietro Mattioli, Chiara Olivieri

pittore Pietro Mattioli – produzione COD danza

Il cattivo pensiero è il linguaggio che si radica nell’ostilità. Il giudizio è la manifestazione del nostro mal-essere, che ci distoglie dal nostro ben pensare e ci consegna alla corruzione e al tradimento. Siamo spesso chiamati ad essere vittime o carnefici del giudizio altrui, nel peggiore dei casi anche giudici distorti di noi stessi. L’ostilità esclude, separa, disumanizza, alimentando sub-dolamente il potere dell’ego. Il giudizio è il linguaggio-pensiero virale che infetta la nostra umanità, che inquina le nostre menti, perchè distrugge per sempre la nostra innata capacità di essere fluidi.
 
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