ARS CREAZIONE E SPETTACOLO

Tutti gli spettacoli

Insonnie

Insonnie

SCRITTO E DIRETTO
Federica Restani

DIREZIONE MUSICALE
Francesco Antimiani

INTERPRETI
Francesco Antimiani
Raffaele Latagliata
Federica Restani

SCENE
Ars Lab

COSTUMI
Lucia Zamboni

LUCI
Matteo Bertoni

Musiche eseguite dal vivo

un altro genere di musical con l’intrigo di un noir
La mente non può dormire, può solo giacere sveglia, ingolfata, ad ascoltare la neve che si aduna come per l’assalto finale. Vorrebbe che venisse Cechov a somministrarle qualcosa – tre gocce di valeriana, un bicchiere d’acqua di rose – qualunque cosa, non importa. La mente vorrebbe uscire di qui, fuori, sulla neve. Vorrebbe correre con un branco di belve irsute, tutte denti, sotto la luna, in mezzo alla neve, senza lasciare traccia, neanche un’impronta, nulla. E’ malata, stasera, la mente.
da Insonnia Invernale di Raymond Carver

LO SPETTACOLO
Un musical noir con la suspance di un thriller dove la musica dal vivo diviene emozionante colonna sonora cinematografica.

Gli elementi provengono dalla letteratura noir. Una città non definita intorno agli ’40. Una strada su cui si affaccia una casa insolita da cui provengono inquietanti rumori. Un’ora notturna che inspiegabilmente sembra non passare mai.

Questo mondo sospeso e dalle ombre allungate è percorso con ritmo incalzante da strani nottambuli: Fred Lucas, un pianista con ossessionato della musica e da un sonno spesso popolato da incubi che lo attanaglia da molto tempo, Alba del Res un’attrice ispanica sparita da dieci anni e misteriosamente riapparsa dal nulla con un oscuro segreto nascosto sotto candide sembianze, un detective senza nome incaricato di risolvere il mistero di strani omicidi seriali collegati ad una irrisolvibile sparizione. In un gioco di continui ribaltamenti e colpi di scena, nel tempo dilatato e compresso di una notte, tre voci cantano la musa triste degli insonni e al ritmo degli immortali Porter, Bernstein, Berlin, Kender, Webber dando vita ad una storia coinvolgente ed inquietante che oscilla tra sogno e realtà.

Strade e stanze si trasformano al suono del pianoforte e diventano scenari di rappresentazioni caleidoscopiche: minacciose, psicologiche, appassionate, capaci di una profonda commozione e di altissima tensione.

Il cabaret e la rivista occhieggiano da dietro il velo di un’interpretazione che carica il musical della suggestione del thriller e del noir.

Uno spettacolo di raffinata contaminazione che racchiude tutto il mistero e il fascino del sogno. Un sogno dal quale non ci si vorrebbe mai svegliare.

NOTE DI REGIA
Qui il genere che cita il genere, che cita il genere. Il noir di Raimond Chandler e quello figlio dell’espressionismo tedesco di Miky Spillane e Friz Lang caricano la storia di numerosi rimandi tra letteratura e cinema.

Dialoghi Pinteriani suggeriti in piena apertura, temi Pirandelliani riciclati e avvolti da una densa aura sentimentale e ancora il vagheggiare esausto sul tema del sogno assieme a Calderon e Pessoa, sono i depositi di una lingua consunta, quella del giorno di oggi, che lavora a sostegno di immagini stereotipe, le stesse che pervadono il piano delle relazioni contemporanee. Rapporti tra sessi, ruoli, posture e dinamiche di relazione assurgono allo stato di cliché  dichiarati, platealmente sfacciati nel proprio affacciarsi, che dall’inizio del secolo ritornano senza sosta sotto spoglie diverse. In questo senso il non-tempo della notte messa in scena diviene il tempo eterno e ancestrale della dialettica tra maschile e femminile.
Eppure lontano dal cercare una qualsiasi forma di parlare universale, la storia raccontata, si polverizza in una miriade di frammenti di vissuto. In questa dinamica, in cui chi guarda é necessario, ogni elemento in scena diviene feticcio, dagli oggetti, ai costumi e alla musica stessa che non a caso appartiene indelebile all’immaginario auditivo del secolo appena trascorso. Ed è proprio la musica trasformata in strumento di senso, necessaria a ribadire emozioni e stati d’animo che se lasciati soli sfumerebbero svanendo, che nella propria immediatezza e quasi semplicità riporta ingenua ad una possibilità di comunicare con l’altro.

NOTE MUSICALI
Questa storia non esisterebbe senza la sua musica.   L’atmosfera rarefatta, fumosa e noir, con momenti di passione e rabbia, alternati ad altri di psicologismo e introspezione notturna, si compenetra delle sonorità selezionate. Molti sono i rimandi a colonne sonore cinematografiche.

Su tutti BOULEVARD OF BROKEN DREAMS che apparse nel film del ’34 Moulin Rouge, di cui si ricorda l’eccezionale interpretazione di Tony Bennett, che apre e chiude lo spettacolo creando, quasi visivamente, un viale dove i protagonisti vedono i propri sogni di insonni crearsi per poi infrangersi e crearsi di nuovo in una ciclicità ossessiva.

(I walk along the street of sorrow/The Boulevard of Broken Dreams/Where gigolo and gigolette/Can take a kiss without regret/So they forget their broken dreams…)

Sempre di genere jazz e’ anche IN THE STILL OF THE NIGHT, questa volta attribuita al detective senza nome che instancabile indaga per lunghe notti su una strana serie di omicidi seriali ma anche su una sparizione, del 1937 scritta dal grande Cole Porter per il film Rosalie e interpretata da Nelson Eddy. L’esordio della dark lady Alba del Res è accompagnato  da HOW DEEP IS THE OCEAN di Irving Berlin, composta nel 1932  e parte della colonna sonora del film The life of Jimmy Dolan, uno standard jazz di grande tradizione, così come quello cantato dal pianista Fred Lucas durante il flashback lo vede giovane pianista appena arrivato in città: THE MAN I LOVE  del 1924 di George Gershwin, che nel  1947 divenne parte dell’omonimo film.

Alcuni brani fanno parte della colonna sonora del musical e del film musicale  Il Bacio della donna ragno di Kander ed Ebb, autori tra l’altro della celeberrima New York New York

Altri, selezionati per affinità sonora, appartengono ai noti musical LOVE NEVER DIES di A. L. Webber e JEKYLL & HYDE di Bricusse e Wildhorn, dalle atmosfere di indiscussa suspence.

Da qui si passa al noir vero e proprio, quello creato da Miles Davis per il film Ascensore per il patibolo, che funge da tappeto sonoro per la narrazione alla Mickey Spillane accompagnato dalla recentissima (2009) YOUR HEART IS AS BLACK AS MINE di Melody Gardot, brano che richiama le stesse atmosfere dei grandi film di genere.