ARS CREAZIONE E SPETTACOLO

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Contro Il Muro

Contro il Muro

ADATTAMENTO E REGIA
Federica Restani

SCRITTO DA
Giovanna Grachelli

INTERPRETI
Giovanna Granchelli
Federica Restani
Teresa Turola

NOTE DI REGIA
Per ricordare i 25 anni trascorsi dalla caduta del “Muro di Berlino” (eretto nel 1961)  avvenuta ufficialmente il 9 novembre 1989, nasce un testo per il teatro: una biografia che a partire da fatti realmente accaduti, tratta  un avvenimento storico che ha segnato la storia dell’Europa, ripercorrendo le vicende di una famiglia e di un movimento nazionale che  produssero il riassetto geopolitico di un continente.

Un confronto inevitabile tra il prima e il dopo “muro” che estende la propria eco fino ad oggi, in un momento storico in cui, grazie ai forti movimenti migratori, le frontiere tra popoli non sono strettamente geografiche ma piuttosto culturali ideologiche.

Il muro di Berlino e la sua caduta diventano il simbolo di una trasformazione politica, che deve essere integrata a livello di coscienza collettiva europea e mondiale, le cui istanze sono quanto mai attuali.

LA STORIA
Che cosa accade quando una madre e una figlia si ritrovano dopo anni di separazione? E soprattutto, che cosa aveva provocato questa separazione? Quale muro si ergeva fra le due donne?

Una costruzione di oltre 150 kilometri divideva in due parti, non solo una città, ma un popolo. Essa era il simbolo di una zona di confine di più di 4.000 kilometri che separava il mondo occidentale e capitalistico da quello orientale socialista cosiddetto “reale”, dotato di una economia pianificata.

Una “cortina di ferro” come la chiamò Churchill, che inaugurava la stagione della cosiddetta “Guerra fredda” con tensioni reciproche legate al progressivo e bilaterale armamento nucleare, che vietava ai cittadini dell’Est il libero transito attraverso le frontiere e che doveva separare non solo due diverse organizzazioni politiche e sociali ma anche due veri e propri ordini mentali.

Il 9 novembre 1989, giorno dell’apertura dei valichi di frontiera, primo passo verso la frantumazione del blocco orientale e della riorganizzazione dei confini geografici dell’Europa, non verrà sparato un colpo.

Uno dei pochi avvenimenti di speranza, di riorganizzazione e di fratellanza che si pone nell’intervallo storico, “da Sarajevo a Sarajevo”, dai due colpi di pistola sparati nel 1914 alla Guerra dei Balcani, con la ri-esplosione di tensioni etniche sopite e congelate dalla dittatura comunista.

Dopo i primi entusiasmi verranno così al confronto sconosciuti, amici e anche familiari, anche le nostre protagoniste, separate ed evolute diversamente in tanti anni e che dovranno fare i conti con i loro “muri mentali” e le reciproche nostalgie.