ARS CREAZIONE E SPETTACOLO

Tutti gli spettacoli

Atti Unici

Atti Unici di Giorgio Celli

La lezione
con Marco Marelli e Mauro Bonaffini
Regia Federica Restani

L’interrogatorio
Con Federica Restani e Raffaele Latagliata
Regia Adriano Evangelisti

L’esecuzione
Con Adriano Evangelisti – Barbara De Gabrielis
Regia Raffaele Latagliata

“La valigia di Pandora”  è il titolo emblematico della raccolta che racchiude, tra altri,  questi tre atti unici.  Contenitore evocativo,  la valigia è in effetti sulla copertina del testo, il correlativo quotidiano del mitologico vaso che conteneva i mali dell’umanità.  Tolta dalla carta e immessa sulla scena, essa si trasfigura: si moltiplica numericamente, si definisce formalmente e si connota emotivamente fino a tramutarsi da effetto personale a contenitore di dettagli personali che hanno effetto sulla vita dei personaggi. La valigia racchiude il passato e la storia, quella più oscura che germoglia ora dai semi dell’inconscio, ora più direttamente delle azioni  compiute,  che ormai non sono più distinguibili dal presente e dalle azioni che si attuano al presente.  Sorta di scrigno in cui in fine converge anche il futuro, la valigia, custode dei destini di chi la possiede come un’estensione organica di sé, ritorna al suo luogo d’origine. Dove la vita aveva avuto inizio, sulla soglia della non esistenza: un limbo tra il prima e il dopo, un luogo di transito, in cui depositano bagagli di  esistenze alla resa dei conti finali, in cui il bilancio di vittime e carnefici è difficile da valutare. E questa oscillazione continua, percepibile negli atti e tra gli atti, senza remissione si trova in linea con un teatro che in più di un’occasione si affaccia sul grottesco, in impreviste interpretazioni del testo.

Il gruppo ars. creazione e spettacolo ha voluto, proponendo tre regie distinte,  eppure strettamente unite, proporre altrettante variazioni sullo stesso tema della verità di arte e vita, già proposto dall’autore,  scambiando i ruoli e piani del dentro e del fuori, salendo e scendendo dal palcoscenico, spazio-limbo senza confini di una rappresentazione in divenire.